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Arrestato il boss della camorra Valentino Gionta jr: si nascondeva in un mini bumker dietro il bagno, con letto, tv e PlayStation

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Un letto, un televisore, la Playstation e un’uscita secondaria verso il garage. Una piccola stanza segreta ricavata alle spalle del bagno e accessibile solo grazie ad un complesso meccanismo azionabile con un telecomando. Così si nascondeva da venti giorni Valentino Gionta junior, 35 anni, pluripregiudicato e terza generazione del clan di camorra che insanguina Torre Annunziata da mezzo secolo. Cinquant’anni di camorra racchiusi in un nome e cognome, quello del nonno ergastolano, coinvolto e assolto in Cassazione per l’omicidio del giornalista Giancarlo Siani, e che a 72 anni è detenuto al 41-bis, boss irriducibile e mai pentito, come il padre Aldo Gionta, noto come il «boss poeta», autore di un libro intitolato «Aldulk il ribelle», che raccoglieva le sue memorie in carcere ma, secondo l’Antimafia, anche dei testi di alcune canzoni come «Nun c’amma arennere» (non dobbiamo arrenderci), poi diventate cult tra i vicoli del Quadrilatero delle Carceri grazie al cantante neomelodico Tony Marciano.

26 ottobre 2026

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