
di Francesco Battistini
La presidente Sandu: «Il 24 febbraio 2022 dalla mia finestra sentivo il rumore delle bombe che colpivano le città ucraine. Il giorno peggiore della mia vita»
DAL NOSTRO INVIATO
CHISINAU – Sta partendo per Kiev, c’è la festa dell’indipendenza ucraina. Poche ore e tornerà subito a casa: «Venerdì, saranno i 35 anni dell’indipendenza della Moldova. Faremo una parata e un’altra festa, anche se sono giorni difficili…». Giorni di droni. Al di là del confine ucraino, che sta a cinquanta chilometri. E al di qua: in quattro anni e mezzo, Putin ne ha tirati una sessantina solo sulla Moldova, ma adesso ha colpito le centrali elettriche e certe sere perfino il palazzo della Presidenza, in austerity energetica, deve tenere le luci basse. Maia Sandu è nella sala riunioni della prima notte di guerra, che non dimenticherà mai: «Ero a casa. Alle 4 del mattino, ho aperto internet sul cellulare ed è stato così che ho saputo come tutto stesse cominciando. Alle 5, ero qui in ufficio a convocare in emergenza il Consiglio nazionale di sicurezza. Ricordo che da quella finestra potevo sentire il rumore delle bombe che colpivano le città ucraine, vicino alle nostre frontiere. Il




