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Lo strappo di Carney, il premier canadese che non si vuole arrendere a Trump

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di Sara Gandolfi

L’economista potrebbe condizionare la risposta degli alleati alle prese con i dazi. E Donald lo sbeffeggia sui social

DALLA NOSTRA INVIATA
OTTAWA Nella guerra commerciale tra Washington e Ottawa, per ora, c’è un solo vincitore: il whiskey canadese. Leggero, buono da mescolare ai cocktail, ma in fascia alta capace di sostituire il Bourbon statunitense, che probabilmente non tornerà a breve sugli scaffali d’oltreconfine. Il resto è una scommessa per il premier liberale Mark Carney, trionfalmente eletto lo scorso anno per sostituire l’appannato Justin Trudeau nel braccio di ferro con l’America di Trump. Venerdì il banco è saltato. A mezzanotte sono scattati nuovi dazi statunitensi al 50% su migliaia di prodotti canadesi, dal legname alle mazze da hockey, per un valore di 20 miliardi di dollari Usa. L’8 settembre scatterà la ritorsione promessa da Carney, «dollaro per dollaro».

Gi sberleffi di Trump

Il premier canadese ha ritirato i negoziatori dal tavolo perché le condizioni poste da Washington erano «inaccettabili» e mettevano in pericolo la «nostra sovranità». Ad esempio, Ottawa avrebbe dovuto imporre dazi a Paesi terzi. «Il Canada vuole i vantaggi di essere uno Stato, senza esserlo!!!», ha ribattuto ieri Trump su Truth Social, tornando a sbeffeggiare il

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