
di Rinaldo Frignani
Il ministro: «Confronto in Parlamento». Ma la decisione è presa
Una Fremm, la «Carlo Bergamini», è già in zona impegnata nella missione Aspides per conto dell’Ue. Un’altra fregata europea multi-missione potrebbe raggiungerla entro qualche settimana. E il piano italiano per proteggere in autonomia il naviglio commerciale diretto nel nostro Paese — oltre che in Europa — durante il passaggio nello Stretto di Bab el-Mandeb fa un passo avanti verso il suo debutto. E anche in fretta, perché il tempo stringe visto che gli Houthi, dopo la conquista di Mocha e dell’isola di Perim, continuano ad avanzare lungo la costa occidentale dello Yemen e diventano sempre più pericolosi per i portacontainer che riforniscono di merci il Vecchio Continente.
Uno scenario in continua evoluzione al quale si aggiungono ora i ripetuti allarmi che arrivano dalla Lituania: dopo il drone russo intercettato nei giorni scorsi dai nostri Eurofighter impegnati a difesa dei cieli baltici, ieri c’è stato lo scramble dell’Aeronautica militare per due jet di Mosca che hanno sconfinato.
La tensione sale su tutti i fronti. L’Italia ne ha ora due da gestire dove sono in corso conflitti armati. Ma si prepara ad affrontare scenari




