
di Andrea Laffranchi
La cantautrice pubblica il settimo disco: «Le cicale giudicate con superficialità: siamo una società che non approfondisce»
Fra formica e cicala, Malika sceglie la seconda. «Questi insetti per colpa della fiaba di Fedro vengono associati erroneamente alla superficialità. Per arrivare a un’estate di canto e leggerezza la cicala trascorre fino a 17 anni sottoterra e quando esce allo scoperto, si espone all’attacco dei predatori prima di poter guadagnare il ramo su cui vivrà la bella stagione».
Con le canzoni di «Cicale», album fuori il 18 settember, Malika vuole raccontare un aspetto della nostra società che non le va giù: «Troppo spesso ci concentriamo solo su ciò che si vede: si commenta, si giudica, restando in superficie, come facciamo appunto con le cicale, perdendo la complessità delle cose».
«Cicale» arriva a 5 anni di stanza dal precedente album, «Manifesto». In mezzo, oltre alla partecipazione all’ultimo Festival di Sanremo, il musical «Cats», l’esperienza teatrale di «Brokeback Mountain», una raccolta di racconti, uno spettacolo musicale su Battiato… «Il risultato della somma di queste esperienze mi ha aiutata ad abbattere l’ego. Erano progetti che valorizzavano me stessa, ma mettendomi al servizio di qualcosa di più grande.




