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Abdel Malik, il capo Houthi che comanda con il pugno di ferro e vuole essere il custode dello Yemen

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di Guido Olimpio

Nato nell’82, Abdel Malik è cresciuto sotto la guida del padre e del fratello, parte di un clan che ha incarnato la lotta della comunità sciita degli Zaidi

Abdel Malik al Houthi rappresenta l’apice politico, religioso, militare. I seguaci lo ritengono la Guida Eminente, una possibile eredità del sistema creato dall’ayatollah Alì Khomeini in Iran, Paese ispiratore ed alleato di questo potente movimento impostosi in una parte dello Yemen e sulla costa del Mar Rosso. 

Nato nell’82, Abdel Malik è cresciuto come miliziano sotto la guida del padre e del fratello, parte di un clan che ha incarnato la lotta della comunità sciita degli Zaidi. 

Come molti ha trascorso del tempo in territorio iraniano per un periodo di studio a Qom, la città santa, dove oltre a immergersi in questioni sacre ha forgiato legami con l’apparato khomeinista. 

Una volta tornato nello Yemen ha partecipato alla crescita della fazione fino ad arrivare al comando. Una promozione determinata dalla morte del fratello in combattimento nel 2005. All’epoca lo avevano considerato troppo inesperto e acerbo per svolgere un compito così difficile. Invece ha sorpreso tutti, riuscendo a trasformare un insieme di guerriglieri in una macchina

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