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La missione Usa del rettore Corgnati: «Riporto al Politecnico di Torino i nostri migliori talenti emigrati»

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di Desirèe Di Monte

L’ipotesi di una sua corsa alla presidenza della Regione? Il rettore risponde: «C’è una concentrazione totale su quello che stiamo facendo, con la bellezza di essere il rettore del Politecnico»

Riportare a Torino gli studenti italiani che vivono negli Stati Uniti, promuovere lo sport come elemento centrale del percorso universitario e lavorare su una formazione dell’aspirante ingegnere o architetto che vada oltre la mera didattica. Nell’ufficio di Stefano Corgnati, almeno per ora, «non c’è un dossier che parli di altro oltre che del Politecnico». Così, il rettore del Politecnico spegne i rumors che lo vedono tra i papabili successori di Alberto Cirio e traccia le linee progettuali del nuovo anno.

La «missione» negli Stati Uniti

Archiviate le sirene politiche, Corgnati si concentra su un anno che, già a dicembre, lo vedrà con la valigia in mano. Destinazione Stati Uniti. «La grande sfida è quella di riportare al Politecnico gli studenti italiani che devono conseguire la laurea triennale, dialogando direttamente con le famiglie attraverso le associazioni ed istituzioni che hanno creato dei ponti con le comunità italiane. Bisogna costruire l’attrattività del sistema e per fare questo sarà fondamentale l’accoglienza all’interno degli studentati e la possibilità

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