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L’asse del Nord: il piano trasversale a cinque (senza Milano) per creare un distretto industriale unico

di Dario Di Vico

La scelta degli assessori regionali di Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna di lavorare insieme per lanciare il distretto manifatturiero unico. Peccato che Milano non sia stata invitata

Cinque assessori delle regioni settentrionali riuniti meritano sicuramente più di un selfie. Ma ancora di più l’attenzione e la curiosità degli osservatori è dovuta per tentare di capire dove vogliano andare a parare. I cinque assessori vengono da Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna e rispondono rispettivamente ai nomi di Andrea Tronzano, Alessio Piana, Guido Guidesi, Massimo Bitonci e Vincenzo Colla. Un forzista, tre leghisti e un esponente del Pd. Una compagnia trasversale, dunque, che ha l’ambizione di lanciare «il distretto manifatturiero unico del Nord» perché è arrivata a conclusioni comuni, in parte recependo il credo di politica industriale dei propri partiti di riferimento e in parte adattando l’analisi alle esigenze di un territorio del tutto particolare come il Settentrione d’Italia.
Si dice spesso che l’unica politica industriale che l’Italia abbia avuto negli ultimi anni sia stata l’adozione di Transizione 4.0: la piattaforma comune dei cinque assessori può muoversi in quel solco e costruire qualcosa di analogo e aggiornato. Con il vantaggio, in una fase

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