di Fabio Savelli
Page e Brin superano Zuckerberg nella classifica dei miliardari. La corsa dei patrimoni digitali accentua le disuguaglianze e riapre il dibattito sulla tassa minima globale: dal 15% sulle multinazionali al 2% proposto sui ricchi
La classifica cambia, ma la ricchezza resta super concentrata. Larry Page e Sergey Brin precedono Mark Zuckerberg nella graduatoria Bloomberg dei miliardari. Il sorpasso dei fondatori di Google sul fondatore di Facebook (ora Meta) è arrivato solo nell’ultimo periodo. I numeri sono eloquenti: Page raggiunge 297 miliardi di dollari di patrimonio, Brin si attesta a 276 miliardi, Zuckerberg scende a 261 miliardi complice il diverso andamento dei titoli Alphabet (la holding di controllo di Google) e Meta (che include i brand Facebook, Instagram e Whatsapp, solo per citare i più rappresentativi). Un andamento divergente perché Alphabet ha guadagnato nell’ultimo anno oltre il 38% a Wall Street, mentre Meta solo il 2,79%.
Come sta cambiando il capitalismo tecnologico
Il dato offre una fotografia del capitalismo tecnologico: cambiano i protagonisti premiati dai mercati, mentre la proprietà delle grandi piattaforme continua a produrre fortune personali difficili persino da rappresentare. Dietro la competizione tra imprenditori c’è una questione che riguarda




