
di Paolo Mereghetti
«Je so’ pazzo» alla Festa del cinema di Roma
Impossibile resistere al fascino delle canzoni di Pino Daniele e inevitabile allora che Nicola Prosatore scegliesse questa strada per raccontare il percorso verso il successo del cantautore napoletano in Je so’ pazzo, presentato alla Festa di Roma e contemporaneamente nelle sale italiane. Scelta comprensibile e condivisibile ma che finisce per soffocare tutta una serie di temi che il percorso biografico di Pino Daniele (interpretato da Massimiliano Caiazzo) avrebbe forse chiesto di sviluppare maggiormente.
Ne fanno le spese le due simpatiche zie (Antonia Truppo e Monica Nappo) che si fanno carico della crescita del piccolo Daniele (Paolo Aguzzi) quando esplodono le tensioni familiari tra padre (Giovanni Ludeno) e madre (Demi Licata), la differenza di classe tra l’origine sottoproletaria di Pino e la famiglia borghese della moglie Doriana (Mariasole Pollio) o il rapporto di amore e odio con Napoli. Non che queste cose non ci siano nel film ma finiscono per essere risolte con l’esecuzione di una canzone (per le quali sono state utilizzate le tracce audio originali del cantante).
Resta soprattutto lo scontro col padre Gennaro per spiegare il carattere ombroso dell’artista anche se




