Home / Economia / Portopiccolo, quando Trieste scopre che «si può fare». E una cava dismessa diventa un resort internazionale

Portopiccolo, quando Trieste scopre che «si può fare». E una cava dismessa diventa un resort internazionale

di Laura Magna

All’indomani della 58esima Barcolana, la baia di Sistiana racconta una storia di riconversione: un luogo da cui si estraeva il calcare carsico è oggi un borgo affacciato sull’Adriatico, con residenze, ristoranti, un porto turistico e un resort di lusso. Al centro, il Tivoli Portopiccolo Sistiana Wellness Resort & Spa

I triestini sono gli unici a usare la parola «volentieri» con un significato opposto a quello che vuol dire. Se chiedi loro un favore o se gli proponi un progetto e ti rispondono «volentieri», non ti stanno dicendo di sì: ti stanno dicendo «non si può fare, lascia perdere».
Poi, però, arriva Portopiccolo a dimostrazione che tutto si può fare. A Sistiana, nel comune di Duino-Aurisina, a una quindicina di chilometri dal centro di una delle città più fascinose del nostro Paese, una cava di pietra carsica abbandonata è diventata un borgo affacciato sull’Adriatico, con residenze, ristoranti, negozi, un porto turistico e un resort di lusso. Dove c’era un’enorme ferita nel paesaggio, oggi c’è una destinazione capace di attrarre a Trieste visitatori internazionali. E dove per anni era rimasto un vuoto industriale, qualcuno ha immaginato una nuova economia.

All’indomani della Barcolana, quando velisti, armatori e visitatori

Tagged: