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La commissaria Kos: «Aiutare l’Ucraina è un dovere. Ma non avrà né sconti né privilegi sull’adesione all’Unione»

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di Francesca Basso

La commissaria Ue all’Allargamento: martedì 6 ottobre presenteremo la revisione della politica di allargamento. «La Serbia dovrà decidere se è seria sul percorso europeo, non solo a parole ma nei fatti»

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE 
BRUXELLES – «Questo è il mio “muro dell’allargamento”: abbiamo il gruppo dei Paesi di testa, con Montenegro e Albania, seguiti da Moldavia e Ucraina. In mezzo non abbiamo nemmeno ancora cominciato con Bosnia-Erzegovina, Kosovo e Macedonia del Nord, e poi c’è il caso della Serbia. Quest’anno stiamo ottenendo più risultati sull’allargamento che negli ultimi 25 anni». 

La commissaria Ue all’Allargamento Marta Kos, slovena, ha incontrato il Corriere alla vigilia della presentazione, il 6 ottobre a Strasburgo, della proposta di revisione della politica di allargamento. «Ora è davvero il momento giusto per i leader di discuterne al Consiglio europeo di metà ottobre». Su una parete dell’ufficio di Kos c’è una lavagna magnetica con i Paesi candidati e i cluster, i capitoli che gli Stati devono soddisfare per completare il percorso di adesione.

Secondo diversi osservatori lo slancio per l’allargamento durerà sino a fine anno. La finestra si sta chiudendo?
«Questa finestra di opportunità resterà aperta un po’ più a lungo. Ma

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