di Claudia Voltattorni
Il presidente di Federalberghi: «Non ce l’ho con gli alloggi turistici ma giochiamo una partita ad armi pari, stesso mercato stesse regole»
«Stesso mercato, stesse regole». Bernabò Bocca, da 26 anni presidente nazionale di Federalberghi e presidente del gruppo di famiglia Sina Hotels con alberghi di lusso nelle principali città italiane, lo ripete da anni: «Non ce l’ho con gli alloggi turistici, ma dico: giochiamo una partita ad armi pari, la ricerca fatta realizzare per Federalberghi dimostra che non è così».
Davvero una notte in un alloggio turistico fa concorrenza a un grande albergo?
«Sì. La concorrenza sleale sta nel fatto che molti — come dimostra il nostro studio — non sono neanche registrati e senza Cin (il Codice identificativo nazionale, ndr) al massimo incorrono in una multa. Gli alberghi subiscono controlli quotidiani, come è giusto che sia, mentre in quelle strutture i controlli sono pochissimi, questo diventa anche un tema di sicurezza. Noi chiediamo che si restringa la forbice di regole tra noi e loro. Le soluzioni? Una potrebbe essere un numero minimo obbligatorio di notti, dai 5 giorni in su. E anche una tassazione diversa per un alloggio in città d’arte come Roma




