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Gasolio, Trump preme sulle riserve europee e minaccia lo stop all’export: coinvolta anche l’Italia

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Washington chiede 120 milioni di barili in sei mesi. Roma e altri quattro Paesi concordano una risposta comune con Bruxelles: le decisioni sulle scorte dovranno passare dal coordinamento internazionale

Liberare le riserve di gasolio o rischiare di perdere le forniture americane. È il dilemma che l’amministrazione Trump mette davanti agli alleati europei, mentre il caro carburanti aumenta la pressione sulla Casa Bianca in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. La richiesta riguarda 120 milioni di barili da immettere sul mercato in sei mesi. E coinvolge anche l’Italia, che ha partecipato alla riunione d’emergenza convocata giovedì primo ottobre per concordare una risposta a Washington. 

La risposta comune

Secondo la ricostruzione di Politico, basata sulle testimonianze di tre funzionari europei, al confronto hanno preso parte Francia, Germania, Regno Unito, Italia e Irlanda, insieme alla Commissione europea. Tutti e cinque i Paesi avrebbero ricevuto pressioni riservate dagli Stati Uniti per attingere alle proprie scorte.

L’intesa raggiunta riguarda il modo di affrontare il negoziato: parlare con una voce comune, ricondurre ogni decisione sull’utilizzo delle riserve al livello dell’Agenzia internazionale dell’energia, l’Aie, e cercare di ridurre la tensione con gli americani. Una linea ferma, ma

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