Sono bastate poche parole digitate su un palmare per trasformare una normale richiesta a colazione in un caso nazionale e mettere in difficoltà un ristorante. «Questa mi ha rotto il c***o brucia le uova e sputaci dentro»: la frase comparsa sulla comanda di una famiglia in vacanza a Riccione è grave di per sé. Ma lo è ancora di più perché il gesto di un singolo cameriere può compromettere la reputazione del locale e danneggiare l’immagine di un’intera professione, proprio quando il comparto cerca di farne riconoscere competenze e valore. La vicenda risale alla mattina del 19 agosto e si è verificata al Victor Lab di viale Ceccarini. Protagonista una famiglia residente a Firenze, in vacanza sulla Riviera romagnola, che si era fermata nel locale per fare colazione. L’ordine comprendeva uova strapazzate, spremute e caffè e, secondo quanto raccontato dai clienti, una delle commensali aveva semplicemente chiesto che le proprie uova fossero preparate «molto cotte», specificando anche di non volere l’insalata.
Dalla richiesta sulle uova alla frase choc sulla comanda
È a quel punto che sulla comanda, stampata alle 10.05, accanto alle indicazioni «molto cotte» e «no insalata» è comparsa la frase offensiva. Secondo le ricostruzioni pubblicate dalla stampa locale, il messaggio




