
L’attaccante subito protagonista: “Il mio obiettivo è sempre quello di migliorare. Il gol? Sono doppiamente felice”
Pio Esposito e altri dieci. Il concetto è forte, forse pure troppo per il calcio di Cristian Chivu costruito su pedine interscambiabili tra loro, ma i fatti contano sempre più delle parole. E dicono che al centro dell’Inter di questa stagione tra estate ed esordio ci sia sempre stato il più giovane della banda offensiva: tutte le amichevoli giocate da titolare e poi il debutto in campionato in cui alla vigilia era lui a rappresentare l’unica certezza, con un’infinità di lavoro sporco e un gol di tacco che amplia il repertorio del 94 interista. Capace non solo di lottare ma pure di trovare giocate di fino. “È ciò che cerco di fare – ha raccontato Esposito dopo il 4-1 sul Monza -, ogni anno il mio obiettivo è quello di migliorare sia in termini statistici sia proprio come atleta. Mostrare le mie qualità facendo il lavoro sporco per i compagni. Poi è arrivato il gol e sono doppiamente felice”. Missione compiuta, perché nella partita di Pio c’è stato tutto Pio: sacrificio, lotta, voglia. Qualità che non erano certamente state cancellate da una sorta di magia




