
In ogni caso, il tema dei cinesi rimane sempre caldo negli Usa. Proprio la Ford è finita nell’occhio del ciclone per i suoi legami all’estero. Pochi giorni fa, il segretario ai Trasporti, Sean Duffy, ha accusato l’Ovale Blu di “intrecciare il proprio futuro con quello di imprese statali cinesi”, stigmatizzando così l’accordo con Geely per la Spagna oppure quello per produrre batterie su licenza della Catl in Michigan.
Farley ha quindi colto l’occasione dell’Automotive News Congress per replicare al ministro. “La nostra risposta è piuttosto semplice: collaboreremo con i cinesi laddove non possediamo la proprietà intellettuale, dove possiamo essere più efficienti in termini di allocazione di capitale, in aree come l’Europa o il Sud-est asiatico”. È il caso della licenza per le batterie: “È la nostra fabbrica, i nostri dipendenti sono a Marshall, nel Michigan. Ma la proprietà intellettuale è loro. È meglio che importare batterie”.
“Al contempo competeremo direttamente con loro con i nostri veicoli elettrici universali. Ed entrambe le soluzioni possono andare benissimo. Non si escludono a vicenda”, ha proseguito l’ad di Ford, sollecitando tutte le Case automobilistiche a “mettere fine alle polemiche”.
“Basta con le sceneggiate. Andiamo avanti, progettiamo buoni veicoli, software eccellenti, esperienze fantastiche, ottimi rapporti con



