Il “nepente” era una pozione mitologica greca, citata nell’Odissea, capace di cancellare la tristezza e lenire i dolori. Dal greco nepenthés (“senza dolore”), indica metaforicamente un rimedio contro la sofferenza: il nettare degli dei. Oggi è il nome di un vino sardo, noto anche come Nepente di Oliena, un pregiato Canonau da sapore deciso battezzato così nel 1909 da Gabriele D’Annunzio. Per gli abitanti di questo territorio è sempre stato motivo di orgoglio, anche perché primeggiare in un’isola come la Sardegna non è certo banale, considerando che qui si è iniziato a produrre vino almeno 3400 anni.
Ed è proprio da questo periodo, con una cultura pre-nuragica, che si deve partire per capire il valore di questo vino. L’occasione è fornita da una recente degustazione dei vini di un’azienda simbolo di questo territorio, la Iolei che nel nome sembra rifarsi all’antica civiltà di quelle terre.
I vigneti di cantina Iolei a Oliena
I vigneti di cantina Iolei a Oliena Iolei è una piccola e




