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IOC project partners guarda al futuro: il nuovo showroom firmato Migliore Servetto racconta tre generazioni

di Giuseppe Allegro

Cresce lo studio italiano che progetta e realizza ambienti di lavoro in tutto il mondo: dalla sede di Tiffany a quella del New York Times

Quasi un secolo di storia, tre generazioni alla guida e una presenza consolidata tra l’Europa e gli Stati Uniti che genera un fatturato di circa 55 milioni di euro. Dalla sede Tiffany a quella del New York Times, dal building Hearst all’headquarter di Latham & Watkins, IOC project partners rappresenta un esempio di come la tradizione manifatturiera italiana possa evolvere in una realtà internazionale.

Le radici dell’azienda risalgono agli anni Trenta, in Brianza, uno dei principali distretti del mobile italiano. IOC ha costruito il proprio percorso mantenendo al centro una cultura del progetto che oggi si traduce nella realizzazione di workspace contemporanei per il mercato globale: pareti divisorie evolute, postazioni operative e direzionali, aree lounge e soluzioni bespoke progettate per ambienti di lavoro sempre più flessibili e orientati al benessere delle persone.
La svolta arriva nel 1992 con la fondazione di IOC International Office Concept da parte di Marcello Pepori e Angelo Meroni. Da specialista dell’arredo per ufficio, l’azienda evolve progressivamente in partner progettuale per studi di architettura, general contractor

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