di Gino Pagliuca
Tra le novità che potrebbero arrivare c’è il lancio di una piattaforma per il pagamento che dovrebbe affiancare il modello F24
Si avvicina la scadenza del 16 giugno, la data entro cui pagare la prima rata dell’Imu. Per chi oggi possiede un immobile per cui pagare il tributo non ci sono grandi calcoli da fare se la casa è stata posseduta per tutto l’anno scorso senza che vi siano state variazioni nell’utilizzo (comodato, locazione ecc): basta sommare quanto pagato lo scorso anno e versare la metà. Se il comune variasse le aliquote se ne terrà conto nel saldo di dicembre. Se invece sono avvenute modifiche si effettua il calcolo sulla base dell’aliquota in vigore nel 2025.
Il riordino delle regole
Si sta pensando a un riordino delle regole del tributo, alle viste non ci sono aumenti perché l’aliquota massima rimane all’1,08% calcolato sulla rendita catastale originaria dell’immobile moltiplicata per 160, quota che sale all’1,14% solo nei comuni (come Milano e Roma) che a suo tempo avevano varato la Tasi.
L’esenzione per la prima casa
Ricordiamo che l’imposta non è dovuta per l’abitazione principale (quella dove si ha la residenza fiscale e il domicilio abituale)




