
di Vittoria Melchioni
L’attacco di Massimo Mezzetti al provvedimento che torna attivo il 20 aprile dopo lo stop del Tar: «Le zone 30 in quel modo sono solo un’aspirazione, serve un percorso graduale partendo da luoghi come scuole e ospedali»
«Città 30» accende la polemica tra Modena e Bologna. A lanciare l’affondo è il sindaco modenese Massimo Mezzetti, che ha criticato apertamente l’impostazione adottata dal suo pari-ruolo bolognese Matteo Lepore nel capoluogo regionale durante una tavola rotonda della settimana della bioarchitettura, e riportato da un video pubblicato da «La Pressa».
«A Modena non lo applicherei mai così» – è il passaggio più netto del suo intervento. Una presa di distanza chiara dal modello bolognese, accompagnata da un giudizio sull’efficacia reale del provvedimento. Secondo Mezzetti, infatti, a Bologna «le zone 30 sono un’aspirazione soltanto», con un’applicazione concreta limitata a situazioni particolari.
Il sindaco di Modena e la critiche a Bologna 30
«Funzionano dove ci sono i cantieri», osserva con una velata ironia facendo riferimento ai tanti cantieri ancora aperti a Bologna, sottolineando come in quei contesti il rallentamento del traffico sia di fatto già imposto dalle condizioni della strada dove «o si è fermi o non si




