
di Carlotta De Leo
La premier: l’impegno con i leader europei per la libertà di navigazione a Hormuz. Tra due settimane missione in Azerbaijan sul tema energia
«L’instabilità che sta diventando la nostra normalità». Il giorno dopo la trasferta in Francia con i partner europei alla ricerca di una difficile soluzione sulla guerra in Iran, Giorgia Meloni ammette che «il quadro cambia continuamente. Mentre venivo qui l’Iran ha annunciato che lo stretto di Hormuz è nuovamente chiuso».
La premier, assicura però che l’esecutivo è «al lavoro ogni minuto per stabilizzare il quadro in scenari che ormai si sono moltiplicati». «Ieri mi trovavo a Parigi con altri importanti leader europei, collegati con circa 50 Paesi che stanno lavorando per immaginare condizioni con le quali, quando sarà possibile» e dopo che sarà consolidato «un cessate il fuoco», si possa «lavorare per tornare a garantire la libertà di navigazione in un quadrante che è di estrema importanza». L’area del Golfo è determinante «non solamente per noi, ma per molti Paesi al mondo, in un domino che parte dall’energia, petrolio, gas, arriva ai fertilizzanti e quindi può produrre anche una crisi di carattere alimentare».
«Nelle fasi complicate abbiamo sempre dato




