di Ferruccio De Bortoli
Ci sono 1.600 miliardi fermi sui conti, uso limitato del risparmio gestito e perdita reale del 5% negli ultimi anni. Tra tasse, inflazione e scelte sbagliate, il rischio è non proteggere il capitale
Siamo imbattibili risparmiatori, e ce ne facciamo un vanto, ma anche investitori poco avveduti e fatichiamo a riconoscerlo. In sintesi: siamo distratti e poco consapevoli dei reali rischi patrimoniali, ma anche di tante opportunità poco conosciute. Potrebbe essere questa la fotografia, un po’ grossolana ma tutto sommato veritiera, del risparmio italiano. L’ultima autentica ricchezza nazionale. Utile ragionarci sopra alla vigilia di una nuova fiammata inflazionistica che avrà come conseguenza un probabile rialzo dei tassi d’interesse. Uno di quei punti di svolta che mettono in pericolo la tenuta del valore reale, del potere d’acquisto di ciò che un virtuoso popolo di formiche ha pazientemente accumulato con il lavoro o ereditato dai genitori. Come abbiamo documentato ne L’Economia del 20 aprile la ricchezza finanziaria e immobiliare degli italiani ha toccato, nel 2024, gli 11 mila 732 miliardi. Ma, nel periodo tra il 2021 e il 2024, la perdita reale della sola parte finanziaria dei portafogli delle famiglie, secondo l’Istat e la Banca




