
di Federico Fubini
Il politologo americano esperto di Russia ed Eurasia: «In inverno sarà peggio, la campagna russa sarà più estesa»
C’è un’escalation di violenza fra Russia e Ucraina?
«Da luglio, sì. C’è la fine del cessate il fuoco di fatto nel Mar Nero che durava dal collasso dell’accordo sul grano nel 2023. Nessuna delle due parti attaccava le navi civili dell’altra ed entrambe potevano esportare, cosa fondamentale per l’economia ucraina e per l’approvvigionamento globale di cibo e fertilizzanti», risponde Samuel Charap.
Esperto sulla Russia e l’Eurasia alla Rand Corporation di Washington, Charap ha lavorato al Dipartimento di Stato americano sugli stessi temi e pubblica spesso i suoi saggi su Foreign Affairs.
Che caratteristiche ha questa escalation?
«I porti ucraini ora sono di fatto bloccati. La Russia sta bombardando Odessa e Pivdenne, l’altro grande porto del sud, e Mykolaiv. E l’Ucraina colpisce le navi russe. L’effetto a lungo termine ricadrà principalmente sull’economia ucraina. Poi c’è la campagna di Kiev di attacchi in profondità nel territorio russo. Gli obiettivi non sono più solo energetici e militari ma anche civili e si colpisce l’e-commerce».
Come vede l’escalation dal lato russo?
«L’Ucraina ha esaurito gli intercettori, la Russia può colpire quasi a




