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Le minacce della Russia e la paura dell’Europa: Palazzo Chigi invita a non drammatizzare

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di Simone Canettieri

Secondo il governo non ci sono segnali che Mosca possa attaccare i Paesi europei o i membri della Nato. Il ministro Lollobrigida: «Chi non è preoccupato?»

«Lo stallo di Kiev» ha due facce. Che alla fine sono speculari. Nel governo c’è chi parla di «preoccupazione» per le minacce della Russia, per l’escalation della guerra in Ucraina che potrebbe bussare ai Paesi della Nato. Allo stesso tempo, però, a Palazzo Chigi si cerca di non drammatizzare seguendo il filo di una giornata convulsa, con il Cremlino che alza e abbassa i toni. L’Italia, viene spiegato, è in linea con l’Europa: al momento, secondo fonti di intelligence comuni, non ci sono segnali che Mosca possa attaccare gli Stati membri e quelli che fanno parte dell’Alleanza atlantica. Dalle parti di Giorgia Meloni si cerca dunque di trasmettere equilibrio e consapevolezza ma senza allarmismi. Allo stesso tempo però le prime minacce del Cremlino hanno subito ricordato a tutti che ospitiamo basi della Nato e strutture connesse agli Stati Uniti e in caso di attacco a un Paese dell’Alleanza scatterebbe l’articolo 5 con l’Italia pronta a diventare una retrovia logistica di una risposta a Putin. Scenari di guerra che

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