
di Pietro Mella Bitti
Il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo: « Investiamo nell’intelligenza artificiale, nell’aerospazio e nel MedTech. E sulla cultura finanzieremo l’intera riqualificazione della Gam»
La sfida non è inseguire la Silicon Valley. E nemmeno, soltanto, Milano. Per Marco Gilli, presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, prima azionista di Intesa, Torino deve guardare più lontano e giocare la propria partita in Europa. «Vorrei una città più internazionale, più aperta e più innovativa», dice. Una città capace soprattutto di attrarre giovani, perché è lì che si concentra, secondo Gilli, la vera sfida dei prossimi anni.
Al rientro dalla pausa estiva, la fotografia è quella di una Torino che ha alcune carte importanti da giocare: università e centri di ricerca, un ecosistema delle startup in crescita, una manifattura che può trovare nuove applicazioni nell’intelligenza artificiale, dall’aerospazio al MedTech. Ma anche delle criticità, a partire dalla demografia e dall’aumento delle disuguaglianze.
Presidente Gilli, settembre segna la ripartenza dopo la pausa estiva. In che situazione trova Torino?
«Allargherei un po’ lo sguardo. Siamo nel mezzo di una transizione tecnologica probabilmente senza precedenti e la competitività si giocherà soprattutto in Europa. Torino è già ben posizionata sul




