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L’energia costa 50 miliardi in più ai Paesi Ue. Salvini riapre il fronte degli extraprofitti: «Cinque banche hanno fatto 47 miliardi di utili»

di Francesco Bertolino e Adriana Logroscino

L’allarme di von der Leyen: «Petrolio e gas sono il principale ostacolo alla nostra indipendenza». Salvini: «No ad aiuti basati sul reddito, andrebbero a pochissimi italiani»

Il conto della dipendenza energetica è di 50 miliardi di euro. A tanto ammontano gli extra-costi a carico dei Paesi dell’Unione europea per le importazioni di gas, petrolio e carburanti dall’inizio della guerra fra Stati Uniti e Iran. E «senza ricevere una molecola in più», ha sottolineato ieri la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

La dipendenza

L’Ue dipende infatti per oltre metà dei suoi consumi energetici dalle forniture dall’estero, Stati Uniti in testa (circa 21% dell’import). Ed è quindi molto esposta alle fluttuazioni dei prezzi delle fonti fossili. «L’energia oggi è il principale ostacolo alla nostra competitività e indipendenza — ha detto von der Leyen — i prezzi in Europa sono ancora due o tre volte superiori a quelli degli Stati Uniti o della Cina». Per abbatterli «dobbiamo produrre la nostra energia a basse emissioni di carbonio in Europa».

I rincari

Nell’immediato, però, l’urgenza per i governi è calmierare i prezzi di benzina e diesel che in Italia hanno raggiunto

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