DALLA NOSTRA INVIATA
GERUSALEMME «Mi sono fermato, come mi era stato chiesto. Ma subito dopo hanno aperto il fuoco direttamente contro la nostra macchina». È da questa frase di Fahed Abu Haikal che parte il racconto dell’attacco avvenuto nell’area di Wadi al-Hariya, vicino a Tel Rumeida, a Hebron, dove – nel racconto del padre – a sparare sono stati soldati dell’Idf contro l’auto su cui viaggiava la sua famiglia. Nell’attacco è stato ucciso il figlio di sette mesi Sam Abu Haikal ed è rimasta gravemente ferita la moglie Dania Salameh. Secondo Abu Haikal, rilanciato anche dalla stampa israeliana, la famiglia viaggiava a bordo di un’auto civile e non rappresentava alcuna minaccia. La morte del piccolo Sam, colpito mentre si trovava in macchina con i suoi familiari, ha suscitato discussione e indignazione ben oltre i Territori palestinesi, mentre un video diffuso dal Guardian, ripreso da B’Tselem, è stato indicato come un elemento che rafforza questa versione dei fatti.
Può raccontare che cosa è accaduto quel giorno, chi era con lei in auto e che cosa è successo nei primi istanti della sparatoria?
«Stavamo andando da Betlemme a Hebron per visitare la casa della mia famiglia, nella zona di Tel Rumeida. Quando siamo arrivati




