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Il diritto di sapere viene prima degli chef e della politica

Cosa accomuna Bottura e i consiglieri lombardi di Fratelli d’Italia? Nulla se non la casualità temporale di due notizie minori che raccontano un problema enorme. Massimo Bottura e altri 120 cuochi aderiscono alla campagna contro il salmone allevato nelle gabbie marine aperte. In Lombardia Fratelli d’Italia chiede di rivedere avvertenze e controlli sui formaggi a latte crudo, ritenuti penalizzanti per le piccole produzioni montane. Vicende diverse, unite da una domanda: vogliamo mettere il consumatore nelle condizioni di scegliere o decidere al posto suo?

Il consumatore deve essere messo nelle condizioni di conoscere al meglio ciò che sta scegliendo Il consumatore deve essere messo nelle condizioni di conoscere al meglio ciò che sta scegliendo

Più trasparenza per scegliere cosa acquistare

Da una parte il veto rischia di cancellare le differenze fra gli allevamenti. Dall’altra, alleggerire l’informazione per difendere i produttori rischia di sottrarre elementi a chi compra. Il risultato può essere lo stesso: meno conoscenza, più fiducia obbligata. Nel prestigio di uno chef o nella rassicurazione della politica. La strada dovrebbe essere opposta: pretendere più trasparenza. Sapere chi produce, dove, con quali metodi, attraverso quali controlli.

Il diritto di sapere viene prima degli chef e della politica Per un consumatore, tracciabilità significa sapere chi produce, dove, con quali
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