Il nuovo decreto ministeriale dovrebbe ampliare funzioni e poteri degli enti di tutela: dal piano triennale di regolazione dell’offerta agli indicatori di prezzo, fino all’enoturismo. I presidenti dei Consorzi di Barbera d’Asti, Brunello di Montalcino, Asti Docg e Custoza Doc accolgono la svolta, ma propongono tre osservazioni: flessibilità annuale, concertazione con chi il turismo lo fa già, la consapevolezza che un orientamento non vincolante non ferma il mercato. Il percorso di rafforzamento dei consorzi di tutela era già stato avviato: il decreto ministeriale entrato in vigore a giugno aveva ampliato competenze e strumenti degli enti di tutela delle Dop e Igp. Ora la bozza di un nuovo provvedimento focalizzato sui Consorzi del vino è al centro del confronto tra Masaf e organizzazioni di settore, come anticipato dal Gambero Rosso, e compie un passo ulteriore.
Affinamento e stoccaggio dei vini a Indicazione Geografica: i Consorzi potranno coordinare i ritiri dal mercato e i volumi disponibili
Il testo dovrebbe sostituire il decreto del 2018 e recepisce le novità del regolamento europeo sulle Indicazioni Geografiche (Reg. Ue 2024/1143) e del Pacchetto vino (Reg. Ue 2026/471). Tre le parole chiave: regolamento



