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Hotel, il falso mito del risparmio: affidare i servizi all’esterno può costare di più

Fare internamente o affidarsi a fornitori esterni? Il dilemma “make or buy” coinvolge sempre più hotel e ristoranti. Manuel Windegger, consulente specializzato nell’ottimizzazione delle performance di hotel e ristoranti, spiega come valutare costi reali, qualità del servizio, rischi contrattuali e controlli necessari, sfatando l’idea che esternalizzare significhi semplicemente spendere meno. Lavanderia, pulizie, manutenzioni, gestione del revenue o perfino ristorazione: nel settore dell’ospitalità aumenta il numero delle attività affidate all’esterno. Ma scegliere il “buy”, ovvero acquistare un servizio, non significa automaticamente risparmiare. Dietro il dilemma make or buy si nascondono costi spesso sottovalutati, difficoltà nel reperire personale qualificato, standard qualitativi da monitorare e rischi contrattuali non sempre evidenti. «Molte aziende continuano a fare tutto internamente solo perché hanno sempre fatto così», osserva Manuel Windegger, consulente specializzato nell’ottimizzazione delle performance di hotel e ristoranti. Una scelta corretta, invece, richiede analisi dei numeri, controllo della qualità e valutazioni strategiche di lungo periodo.

Make or buy nell’ospitalità: scegliere con i numeri, non con l’abitudine

Negli ultimi anni il dibattito sul make or buy, ossia decidere se gestire un’attività internamente oppure acquistarla da fornitori esterni specializzati, ha assunto un ruolo sempre più importante nell’ospitalità. L’aumento del costo del lavoro, la difficoltà nel reperire personale qualificato

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