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L’ultima sfida Messi-CR7 e 14 altre ragioni per seguire il Mondiale anche senza l’Italia

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Dai, togliete il cartello “chiuso per lutto” dal divano. Un Mondiale di calcio è comunque una festa, anche senza di noi. Quindici buone ragioni per seguirlo. 1) Messi contro CR7 non li rivedremo più in un Mondiale. 2) Ogni pallone che toccheranno Yamal e Neymar rischia di finire al MoMA. 3) Tifare Curaçao sorseggiando un Blue Lagoon è da veri dandy. 4) Il Var non è di Lissone. 5) Metti che l’Uzbekistan segni un gol e Caressa urli «Cannavaro!», di colpo ci ritroveremmo a Berlino 2006 con lo Zio. 7) L’Inghilterra, come ogni volta dal ’66, ha lasciato spazio in valigia per “riportare a casa il calcio”, vediamo se anche a sto giro lo riempirà di souvenir. 8) Carletto insegna calcio ai brasiliani, come insegnare la pizza ai napoletani. Se arriva in fondo, alziamo tutti un sopracciglio in segno di orgoglio. 9) Per i bossiani nostalgici di Pontida, c’è Capo Verde. 10) Se Mbappé segna nella terza finale mondiale, diventa l’unico nella storia. Neanche Pelé. 11) Seguiamo i 66 rappresentanti della Serie A, amici dei nostri stadi. Sarà un po’ come esserci. No, eh? 12) Verificare se Kevin De Bruyne dedicherà il primo gol ad Antonio Conte. 13) A Houston

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