
di Redazione online
L’associazione: il rischio è che non venga utilizzato e così subisca la stessa sorte del Taranto-Roma: per tenerlo si chiederà il contributo della Regione
I trasporti continuano non solo a far discutere ma anche a mobilitare le forze politiche e la pubblica opinione. L’ultima iniziativa è dell’associazione culturale pugliese «L’Isola che non c’è» da sempre sensibilissima al tema del potenziamento delle infrastrutture a vantaggio del Mezzogiorno, in particolare dell’Alta Velocità sulla dorsale adriatica. Nelle ultime ore, il presidente onorario dell’associazione, il giornalista Franco Giuliano, ha chiesto e ottenuto l’incontro di una delegazione dell’«Isola che non c’è» con Nicola Zaccheo, presidente dell’Art (autorità di regolazione dei trasporti). L’incontro è stato fissato al 14 luglio.
Nella lettera a Zaccheo, Giuliano scrive di voler «rappresentare le nostre preoccupazioni circa il rischio che, così come già avvenuto per il collegamento Frecciarossa Taranto-Roma, il cui mantenimento è stato sostenuto dalla Regione Puglia con un contributo di 1,6 milioni di euro, anche il nuovo collegamento Lecce-Bari-Napoli, caratterizzato da una velocità commerciale di circa 80 km all’ora, possa registrare una domanda di mercato ritenuta non remunerativa». Tradotto: se il Taranto-Roma ha avuto bisogno dell’intervento finanziario della Regione Puglia, perché poco utilizzato, potrebbe capitare




