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Flotilla, l’attacco di Israele e le navi fermate al largo di Creta: «Le minacce con le armi, i motori distrutti, il blocco alle richieste di aiuto»

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di Giusi Fasano

La Farnesina chiede informazioni a Tel Aviv. Le navi tentavano di raggiungere Gaza, a bordo 175 attivisti

DALLA NOSTRA INVIATA
TEL AVIV – Il primo post della Global Sumud Flotilla via X diceva: «La Marina israeliana ha sequestrato diverse navi della flotta di Gaza e alcune di queste saranno rimorchiate fino al porto di Ashdod».

Poi via via filmati dell’intervento, i dettagli di tracciamento e informazioni più dettagliate. I laser e le armi d’assalto semiautomatiche puntate addosso ai naviganti, l’ordine di spostarsi a prua e di mettersi in ginocchio, l’SOS lanciato per le barche senza più comunicazione.

Fino al messaggio più preoccupante: «Dopo aver distrutto i motori e i sistemi di navigazione, i militari si sono ritirati, abbandonando intenzionalmente centinaia di civili su imbarcazioni in avaria e danneggiate, proprio sulla traiettoria di una violenta tempesta in arrivo. Inoltre, le comunicazioni con diverse imbarcazioni sono state interrotte, impedendo loro di coordinarsi o di chiedere aiuto».

È in corso una battaglia navale ad armi impari a circa 600 miglia nautiche dalle coste israeliane, nelle acque vicino all’isola greca di Creta. Da una parte le 58 barche della Flotilla, dall’altra la Marina militare israeliana. Che stavolta,

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