Una volta alla fiera si andava per comprare. Si contrattava il prezzo, si guardavano gli animali, si acquistavano prodotti della terra, attrezzi e merci che servivano alla vita quotidiana. Oggi la spesa si fa in gran parte altrove, ma le fiere agricole continuano a riempire piazze e strade dei paesi italiani. Il 24 agosto, giorno di San Bartolomeo, è un buon punto di osservazione per capire cosa sia rimasto di quel mondo. Le fiere dedicate al santo sono ancora numerose e molto diverse tra loro. Alcune hanno conservato una precisa vocazione agricola, altre sono diventate appuntamenti commerciali e gastronomici, altre ancora vivono soprattutto della capacità di attirare visitatori. La domanda è capire se una fiera possa ancora avere una funzione economica propria oppure se sia destinata a diventare un’altra occasione per vendere prodotti che potrebbero trovarsi, con qualche differenza, in qualsiasi altra piazza.
Quando il prodotto aveva ancora un volto
La vecchia fiera agricola non aveva bisogno di spiegare il territorio. Il territorio arrivava in piazza insieme agli agricoltori, agli allevatori, agli animali e alle merci. La distribuzione moderna ha cambiato completamente questo rapporto. Un prodotto può essere acquistato tutto l’anno, arrivare da un’altra regione o da un altro Paese e




