
di T. B.
Franceschetti (Confindustria): settima variazione in rialzo positiva. Cordua (Confapi): la capacità delle imprese bresciane di mantenere competitività in questo scenario resta un elemento di forza
Dopo i dati sull’export del primo semestre, che hanno visto il Made in Brescia superare i 10,6 miliardi di euro con una crescita del 2,5%, dai vertici delle associazioni industriali arriva una lettura improntata alla prudenza.
«Anche a livello trimestrale registriamo la settima variazione in rialzo consecutiva, un trend iniziato già nell’ultimo trimestre 2024 — sottolinea Maria Chiara Franceschetti, vicepresidente di Confindustria con delega all’Internazionalizzazione —. Le vendite in Ue trainano l’andamento complessivo, mentre fuori dal continente restano sotto osservazione soprattutto Usa e Asia, che insieme rappresentano quasi un quinto dell’export provinciale e hanno registrato una contrazione nel semestre».
Anche Pierluigi Cordua, presidente di Confapi Brescia, parla di «un sistema manifatturiero bresciano solido», sostenuto dalla crescita del secondo trimestre. Ma il quadro oltre i confini comunitari, osserva, è più complesso, con arretramenti negli Stati Uniti e in diverse aree dell’Asia, dell’Africa e dell’America centro-meridionale. «La capacità delle imprese bresciane di mantenere competitività in questo scenario resta un elemento di forza, ma non può essere data per scontata».




