
Il governo incontrerà gli enti locali, le associazioni datoriali e i sindacati, domani l’udienza in Corte d’Appello a Milano
Alla vigilia dell’udienza in Corte d’Appello a Milano, Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria replica agli avvocati che sostengono la causa dei cittadini di Taranto per la conferma della fermata dell’area a caldo dell’ex Ilva. «Le affermazioni secondo cui i precedenti fermi degli impianti dimostrerebbero l’assenza di un rischio di compromissione irreversibile, risultano tecnicamente errate e basate sul confronto tra situazioni radicalmente diverse», dichiara la società. Gli avvocati Ascanio Amenduni e Marco Rizzo Striano, chiedendo la conferma del provvedimento di stop dei giudici, avevano affermato che non «ritenersi esistente il requisito della gravità» e quindi «gli assunti sulla presunta irreparabilità» prospettati dalle due società a seguito della fermata degli impianti, sono «del tutto fuorvianti e tecnicamente infondati».
Lo scontro tra AdI e gli avvocati dei cittadini di Taranto
Gli avvocati sostengono che gli impianti dell’ex Ilva sono stati fermati diverse altre volte in passato e sono sempre ripartiti. Acciaierie, invece, evidenzia che la situazione indicata dal decreto della Corte d’Appello di Milano è diversa da quella precedente. «In passato – sostiene Acciaierie d’Italia – gli altiforni sono stati mantenuti in condizioni di conservazione mediante




