L’8 settembre 2011 l’inaugurazione dell’impianto che rimane un modello per il calcio italiano. I ricavi triplicarono subito. L’ultimo incremento grazie ai concerti
Giornalista
8 settembre – 18:09 – MILANO
L’8 settembre 2011 il presidente Andrea Agnelli tagliava il nastro dell’inaugurazione del nuovo stadio della Juventus. Arrivava così a compimento un iter laborioso, nato da un’idea di Antonio Giraudo che negli anni Novanta, dopo aver studiato il modello del Manchester United, pensò di importare in Italia l’esperienza del “matchday” inglese. Oggi, dopo 15 anni, l’impianto, ribattezzato Allianz Stadium nel 2017, rimane un gioiello raro del calcio italiano. Nessuna delle grandi storiche della Serie A si è ancora dotata di uno stadio di proprietà: Inter e Milan hanno rilevato l’area di San Siro ma devono ancora avviare i lavori, la Roma attende le ultime autorizzazioni per il progetto di Pietralata, il Napoli è più indietro. Impianti di nuova generazione sono nati in provincia, da Bergamo a Udine, ma non nelle metropoli. E allora, in attesa dell’auspicato traino di Euro 2032, vale la pena ricordare l’impatto che ha avuto lo Stadium sulla Juventus.
giro d’affari—
Nel 2011-12




