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«Era un vino provinciale, ora ci cercano dall’estero»: la svolta del Botticino Doc

Dopo l’assegnazione della Gran Medaglia d’Oro al Foja d’Or Riserva della Cantina Franzoni e la menzione di “Rivelazione Vino d’Italia 2026” al Concours Mondial de Bruxelles, il Botticino Doc si trova ora di fronte a una sfida ulteriore: trasformare l’attenzione della giuria internazionale in una reale opportunità di conoscenza e scoperta per i consumatori, valorizzando una denominazione di dimensioni ridotte ma caratterizzata da una forte identità territoriale e da una continuità qualitativa consolidata nel tempo. Claudio Franzoni, titolare della Cantina Franzoni e presidente del Consorzio di Tutela, inquadra il risultato dentro una lettura che tiene insieme orgoglio e consapevolezza dimensionale, anche considerato che già nel 2024 era arrivato un premio che quest’anno anche il Foja ha ottenuto una Medaglia d’Oro: «Sicuramente per la denominazione questo riconoscimento così importante è un orgoglio e soprattutto rappresenta una visione sul panorama internazionale per una Doc molto storica ma purtroppo piccolina. Avendo vinto una seconda volta, però, non può essere un caso».

Il Foja d’Or Riserva come espressione estrema di selezione produttiva

Il vino premiato, il Foja d’Or Riserva, rappresenta una selezione all’interno della produzione aziendale e si colloca esclusivamente nelle annate in cui le condizioni climatiche e agronomiche consentono di raggiungere un livello qualitativo

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