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Enoturismo, il vino entra nelle vacanze estive: cresce il richiamo del mare

L’enoturismo non è più necessariamente il motivo principale per cui si sceglie una destinazione. Sempre più spesso diventa una componente della vacanza, capace di inserirsi in itinerari costruiti attorno al mare, alla gastronomia, al paesaggio e alla scoperta dei territori. È uno dei principali elementi che emergono dal nuovo rapporto «Gli italiani e le esperienze enoturistiche», curato da Roberta Garibaldi in collaborazione con Ascovilo – Associazione dei Consorzi di Tutela dei Vini Lombardi e The Data Appeal Company. La ricerca arriva in una fase particolarmente significativa per il settore. La campagna vendemmiale 2026, anticipata in molte aree dalla situazione climatica, apre una stagione nella quale le esperienze legate al vino tornano a intrecciarsi con eventi, degustazioni, visite in cantina e iniziative nei territori. Il fenomeno coinvolge una platea ormai ampia: sono circa 18 milioni gli italiani interessati al turismo enogastronomico, 4,5 milioni in più rispetto al 2024. Ma è soprattutto la composizione della domanda a indicare come stiano cambiando le modalità con cui viene vissuta un’esperienza enoturistica.

Cinque Terre e Salento davanti al Chianti: cambia la mappa dell’enoturismo

La graduatoria delle destinazioni più desiderate introduce un elemento particolarmente interessante. Cinque Terre e Salento sono al primo posto, entrambe indicate dal 20%

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