Il calcestruzzo è il fondamento del mondo moderno. Quasi ogni progetto di costruzione al pianeta utilizza questo materiale in qualche forma. C’è però un problema tutt’altro che marginale: la produzione di uno dei suoi ingredienti principali, il cemento, è terribilmente dannosa per l’ambiente. Il processo di riscaldamento e lavorazione del calcare necessario a produrlo è infatti una delle principali fonti mondiali di emissioni di anidride carbonica, ed è per questo che da anni gli scienziati cercano il modo di mitigarne l’impatto. Un gruppo di ricercatori guidato dall’ingegnere civile Raghuvesh Tiwari, della Manipal University di Jaipur, in India, potrebbe aver trovato una soluzione capace di centrare due obiettivi ambientali con un solo colpo.
Il segreto sta nel biochar ricavato dai fanghi fecali umani trattati negli impianti di depurazione: mescolato al calcestruzzo, questo materiale “presenta miglioramenti significativi nelle proprietà del materiale”, scrivono gli autori in uno studio accettato per la pubblicazione su Scientific Reports.
Un equilibrio delicato
Il calcestruzzo deve la sua straordinaria utilità a una combinazione unica di proprietà: è malleabile quando è bagnato, tanto da poter essere colato in quasi ogni forma, ma una volta indurito diventa abbastanza resistente da sopportare carichi enormi e abbastanza durevole da durare




