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Alzheimer, la sfida: prevenirlo nei sani

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Un farmaco sperimentale che ha l’ambizioso obiettivo di prevenire l’Alzheimer nelle persone sane, ma ad alto rischio di sviluppare la malattia, entra nel vivo degli studi clinici di fase 3, quelli per determinare la sua efficacia su un numero elevato di soggetti. Prende il via dal Regno Unito la parte della sperimentazione del trontinemab (un anticorpo monoclonale prodotto dall’azienda farmaceutica svizzera Roche) che si svolgerà nel continente europeo. L’obiettivo è reclutare soggetti non ancora raggiunti dai sintomi della demenza, che siano però predisposti a sviluppare l’Alzheimer negli anni futuri.

Come sarà valutato il rischio di Alzheimer

I circa 1600 partecipanti allo studio saranno sottoposti a un esame del sangue per verificare la presenza di un biomarcatore chiamato proteina tau fosforilata o p-tau217, presente nel plasma (la componente liquida del sangue).

Questo segnale proteico è considerato uno dei più interessanti, per anticipare i segni di un futuro declino cognitivo e della malattia di Alzheimer, perché fortemente associato sia alle placche amiloidi sia ai grovigli di proteina tau, due fattori che interagiscono in modo non ancora del tutto chiaro per determinare questa forma di demenza.

Uno studio pubblicato su JAMA nel 2026 suggerisce che le persone cognitivamente integre con