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Ecco perché, mentre l’oro crolla, crescono rame, stagno e zinco

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Scorte ai minimi, miniere in crisi e domanda tecnologica in aumento. Ecco le ragioni dietro al rally dei metalli industriali

Mentre l’oro si trova ormai da diversi mesi in una fase di lieve arretramento, i metalli industriali “meno nobili” ma essenziali per l’economia reale continuano a correre.

Rame, stagno e zinco registrano rialzi a due cifre, sostenuti da interruzioni dell’offerta, domanda strutturale legata alla transizione energetica e all’intelligenza artificiale, e scorte in esaurimento.

Una divaricazione che racconta quanto sia difficile leggere le materie prime e i metalli come un unico mercato. Dietro le quotazioni si incrociano difficoltà delle miniere, fabbisogno delle infrastrutture digitali e un costo del denaro che pesa anche sul più tradizionale dei beni rifugio.

Il rame vicino ai massimi storici

Partiamo da quello che viene soprannominato “dottor Copper”, perché considerato un termometro dell’attività economica, ovvero il rame. Il metallo si mantiene vicino ai massimi storici, attestandosi intorno ai 14.800 dollari a tonnellata.

Il prezzo ha toccato un record intraday di 14.875 dollari per tonnellata sulla London Metal Exchange, sostenuto da una combinazione esplosiva di fattori. Sul fronte dell’offerta, la produzione globale di rame in miniera è calata dell’1,1% nel primo semestre 2026, con la produzione di

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