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Stipendi dei magistrati, fino a 100 mila euro a testa con gli arretrati in busta paga: ecco perché lo Stato deve pagare quasi un miliardo

di Redazione Economia

Le sentenze del Consiglio di Stato hanno bocciato il metodo con cui l’Istat calcolava gli adeguamenti triennali delle toghe. Nella manovra 970 milioni tra arretrati e aumenti

Circa 970 milioni di euro per gli 11 mila magistrati italiani, tra arretrati e aumenti in busta paga. È la cifra che, secondo l’analisi del Sole 24 Ore, sarà destinata alle toghe dal «Fondo sentenze» per il 2027 indicato nel Documento programmatico di bilancio, pari complessivamente a circa 1,9 miliardi. Non si tratta di una scelta politica del governo, ma dell’esecuzione di pronunce definitive della giustizia amministrativa. Per capire come si è arrivati fin qui bisogna partire da un meccanismo poco noto: quello che aggiorna gli stipendi di chi non ha un contratto collettivo.

Come funziona

I magistrati, come gli avvocati dello Stato, i professori universitari e i militari, appartengono al cosiddetto personale «in regime di diritto pubblico»: le loro retribuzioni non si negoziano a un tavolo sindacale, ma sono fissate per legge. La legge 27 del 1981 prevede che ogni tre anni lo stipendio delle toghe venga adeguato in misura pari alla media degli aumenti ottenuti nel triennio precedente dalle altre categorie del pubblico impiego, quelle

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