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Eccesso di azoto e di allevamenti animali: cosa sta succedendo in questa estate caldissima nella Pianura Padana?

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L’inquinamento della terra (e delle acque) è legato ai sovraccarichi di nitrati secondo Greenpeace. Una situazione critica dovuta all’alta concentrazione di animali e al riscaldamento climatico

Francesco De Augustinis / CorriereTv

Il paesaggio che vediamo scorrere attraverso il finestrino è ripetitivo: un capannone dietro l’altro, allevamenti intensivi di suini, stalle di bovini, allevamenti avicoli. Tra un allevamento e l’altro, i campi sono coltivati quasi tutti a mais, destinato alla produzione di mangimi per impianti che contengono migliaia di capi – anche milioni nel caso degli avicoli. Decine di getti d’acqua ad alta pressione irrigano il mais, mentre altri campi sono solcati da autobotti che spandono i liquami prodotti dagli allevamenti. L’effetto lo sentiamo aprendo il finestrino: insieme al caldo estremo di questi giorni, in auto entra un forte odore di letame. 

​«In provincia di Cremona, Mantova e Brescia c’è la concentrazione della maggior parte degli allevamenti, suini, bovini e avicoli» ci racconta Maria Grazia Bonfanti, ex sindaca di Vescovato, in provincia di Cremona. In questo comune abitano 4mila abitanti e c’è una concentrazione di 70 mila suini. Oggi Bonfanti è coordinatrice di un gruppo ambientalista, Terre Nostre, con cui denuncia l’inquinamento legato agli allevamenti intensivi: «Qui c’è la concentrazione del

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