
di Luca Pernice
Atteso nelle prossime settimane il raccolto nel Foggiano, dove il cotone ha sostituito anche colture tradizionali come il pomodoro. Le varietà sono Hybrid e Armonia, che danno una materia prima biodegradabile e riciclabile
Sono i grandi marchi della moda, alla ricerca crescente di fibre e tessuti nazionali, a spingere anche il ritorno del cotone italiano. E in Capitanata questa nuova domanda comincia ad avere numeri tutt’altro che marginali: oltre 300 ettari coltivati, superfici cresciute a doppia cifra in pochi anni e rese che nella campagna 2026 superano i 40 quintali per ettaro, il 15 per cento in più rispetto allo scorso anno.
Per decenni era quasi scomparso dai campi italiani. Adesso il cotone torna a disegnare di bianco la campagna del Foggiano e lo fa dentro una filiera che lega sempre più strettamente agricoltura e moda. Da una parte le aziende agricole, alla ricerca di colture alternative e redditizie; dall’altra i brand interessati a materie prime 100 per cento italiane, tracciabili e capaci di rafforzare il valore del Made in Italy già a partire dal campo.
È una piccola rivoluzione agricola che si consuma in una provincia tradizionalmente legata al grano duro,




