di Redazione Economia
Lo sciopero degli autotrasportatori ha svuotato gli scaffali, ma a pagare di più sono i negozi di quartiere. Lo dicono i dati di YouGov sulle famiglie meridionali
Scaffali vuoti, e a mancare sono anche i beni di prima necessità. L’interruzione della filiera causata dal recente sciopero degli autotrasportatori ha lasciato il segno, ma chi ne ha pagato di più le conseguenze? Per capirlo bisogna partire da come fanno la spesa le famiglie del Sud.
Spesa spezzettata, carrelli leggeri
Frammentare gli acquisti è da tempo il rifugio contro il caro vita, e nel Mezzogiorno il fenomeno è ancora più marcato: il 42,7% delle famiglie si dichiara in difficoltà finanziaria, contro una media nazionale del 38,9%. I comportamenti ne sono la conseguenza. Si cercano soprattutto i prodotti in promozione (72%) e si taglia sia sui consumi fuori casa (60%) sia sugli acquisti di generi di largo consumo (57%).
Si va dunque a fare la spesa più spesso, 222,3 volte l’anno contro le 215,2 dell’Italia nel suo complesso, ma si spende meno. Lo scontrino medio si ferma a 17,04 euro, il 5,5% in meno rispetto al 2023 e ben al di sotto dei 21,18 dell’intero Paese,




