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Di Foggia, niente buonuscita ma avrà il variabile e le stock option (che valgono un milione)

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Oggi, venerdì 24 aprile, si tiene il consiglio di amministrazione di Terna per limare gli ultimi dettagli. La svolta dopo l’aut aut di Meloni e la dichiarazione di Giorgetti. Ora servono le dimissioni per andare all’Eni come presidente

Rinuncia alla buonuscita? Dimissioni? Presidenza dell’Eni? L’accordo tra l’amministratrice delegata di Terna (uscente) e l’azienda che ha guidato per tre anni — vale a dire l’azionista di controllo Cdp, vale a dire il ministero dell’Economia e delle Finanze, vale a dire il governo — sulle modalità (pecuniarie) di uscita dal gruppo che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, per approdare nel gruppo energetico più importante del nostro Paese, è ormai definito. Sono in corso le limature. In base a quanto risulta al Corriere, oggi sono in agenda due comitati — Remunerazioni e nomine e Parti correlate — e il consiglio di amministrazione.

I contenuti dell’accordo

L’accordo? Di Foggia rinuncia all’indennità di fine rapporto ma non le sarebbe detratto dalle spettanze il mancato preavviso per le dimissioni da direttore generale e le sarebbe pagata la quota della parte variabile dello stipendio per i quattro mesi in cui è stata in carica nel 2026, anche se da regolamento della remunerazione legata al raggiungimento degli

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