
Chi gesticola come Guardiola, chi fa volare le giacche come Allegri, chi urla come Gasperini. Ogni allenatore ha il proprio modo, anche Daniele ha il suo
Giorgio, un lettore, mi ha scritto: “Usando la sua ironia, dica a De Rossi che vederlo seguire le partite con le mani in tasca è insopportabile”. Io riferisco, ma non sono d’accordo. Ognuno ha il suo stile. Ad Amorin piace seguirla accovacciato, come un pescatore che osserva il galleggiante. Per Guardiola l’area tecnica è palcoscenico: gesticola da mimo, recita monologhi. Per Allegri è la pedana di un discobolo: vola la giacca. Per i Conte, i Gasp e i Mou, è la Sala delle Urla dell’antica Borsa. Ma tanti che li imitano e sbraitano, lo fanno per protagonismo. Ancelotti e Liedholm, che qualcosa hanno vinto, non ne hanno mai avuto bisogno. De Rossi cammina con le mani in tasca come un prof tra i banchi durante il compito in classe: “Vi ho insegnato tutto, ora sta a voi”. Con quella postura trasmette serenità: “Ragazzi, comunque è un gioco”. Il problema sono le mani in tasca? Lo sa bene anche Daniele: “A Ferrara dicevano che sembravo un coglione, per questo”.
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