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Bergamo, la base della Lega divisa sul futuro di Salvini. «L’unica soluzione è che torni a fare il ministro degli Interni»

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di Fabio Paravisi

C’è chi chiede dimissioni e un ritorno ai temi delle origini, altri ricordano il congresso chiuso all’unanimità. Romeo e Fontana insieme ad Alzano lunedì

Nel pieno del dibattito alla festa della Lega di Bolgare, il militante si è alzato e se l’è presa con chi era sul palco, rimproverandoli in dialetto: «Prendete 10 mila euro al mese, smettetela di litigare sui giornali e date il buon esempio». Anche così, un po’ alla volta e pezzo per pezzo, i leghisti stanno andando alla conta. Amministratori e militanti iniziano a schierarsi, tra chi resta con il segretario federale Matteo Salvini e chi si aggrappa alle varie proposte che mirano a cambiare la linea politica del partito e magari anche chi la governa. Lunedì sera si potrà verificare chi si siederà nella platea dell’auditorium di Alzano per sentire Attilio Fontana e Massimiliano Romeo sulla loro idea sulla guida di gruppo del partito. O aspettare di vedere quanti aderiranno all’idea di Gianluca Pini di resuscitare la vecchia Lega Nord e convocarne il congresso federale.

La Lega Nord
«Mi stanno chiamando tanti bergamaschi, anche nomi noti — assicura Pini —. Non è un’operazione nostalgia ma è autonomismo contro sovranismo. Da

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